OGGETTI-&-GIOCATTOLI-ANNI-70

OGGETTI & GIOCATTOLI ANNI ’70 | VINTAGE ’70 ’80 ’90

Negli anni ’70 il mercato si era ormai “globalizzato”, motivo per cui buona parte degli oggetti e dei giochi di uso comune tra i romani erano un po’ gli stessi diffusi tra la popolazione delle altre grandi città italiane o comunque occidentali. Vediamo di seguito una selezione di oggetti e giocattoli più in voga in quegli anni..


Accendino Bic.. il primo accendino usa e getta della storia!

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Nel 1972 il barone Marcel Bich, fondatore della omonima azienda senza però l’h finale (pare che l’abbia tolta perché bich in francese significa cerbiatta!), dopo lo straordinario successo delle sue penne a sfera ha un’altra trovata geniale: l’accendino usa e getta. Nasce così l’accendino Bic, un oggetto che, oltre ad incarnare perfettamente il motto della azienda francese “la miglior prestazione al minor prezzo”, ha un design talmente semplice ed universale da essere stato esposto addirittura al MoMA di New York e al centre Pompidou di Parigi. Ancora oggi la bic vende oltre cinque milioni di accendini al giorno in tutto il mondo.


Barbie e Ken forever.. la coppietta snodabile fidanzata da (solo) 50 anni!

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La Barbie nacque nel ’59 da un’idea di Ruth Handler (moglie dell’allora cofondatore della Mattel) che, vedendo la figlia giocare si rese conto che alla piccola piaceva attribuire alle sue bambole dei ruoli da adulti (le bambole all’epoca riproducevano quasi solo neonati), ecco allora la prima Barbie della storia con tanto di costume zebrato e lunghi capelli legati dietro la schiena. Nei primi anni ’70 arriva un’ulteriore innovazione nasce infatti la Barbie snodabile in grado di assumere diverse pose e di stare in piedi da sola. Poco tempo dopo si “snoda” anche l’eterno fidanzato di Barbie, il connazionale Ken, con il quale non si è mai sposata e che è tutt’oggi il suo compagno (secondo la biografia della Mattel in realtà dal lontano 1961, anno di fidanzamento di Barbie con Ken, i due si sono separati solo nel 2004 per tornare insieme due anni più tardi).


Cubo magico o Cubo di Rubik.. il rompicapo che ha impegnato in sfide di abilità intere generazioni di ragazzi!

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Inventato nel 1974 dal professore di architettura e scultore ungherese Ernő Rubik, il cubo magico o cubo di Rubik (come fu ribattezzato in seguito) è forse il giocattolo più venduto della storia con oltre un miliardo di pezzi (tra originali e cloni) distribuiti in ogni angolo del pianeta. Il cubo di Rubik, nella sua versione originale, presenta nove quadrati su ognuna delle sue sei facce, per un totale complessivo di cinquantaquattro quadrati. Il rompicapo consiste nel fare in modo che ogni faccia del cubo abbia lo stesso colore, quindi sei facce per sei colori differenti. Il problema ovviamente è che le possibili combinazioni tra i diversi quadrati colorati sono un numero esorbitante e solo una tra queste combinazioni sarà quella giusta!


Girella Motta: la morale è sempre quella, fai merenda con Girella!

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Girella nasce nel 1973 in casa Motta, storica azienda milanese specializzata nella produzione di dolciumi e gelati. La merendina, in pan di spagna e farcita al cioccolato, è probabilmente una delle prime, se non la prima in assoluto, merendina “golosa” italiana. In realtà la fortuna di Girella si deve anche ad altre due sue caratteristiche, la particolare forma a spirale che la rende riconoscibile tra le altre brioche e, ovviamente, le avventure di Toro Farcito e del mitico Golosastro che erano allegate ad ogni confezione famiglia. Famosissimo è anche il motto utilizzato nella pubblicità della merendina: la morale è sempre quella, fai merenda con Girella!


BLAAAAA.. il mitico Slaim!

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Lo Slime o Slaim, come venne ribattezzato in Italia per motivi prettamente commerciali, era un prodotto della Mattel che faceva leva sul gusto per l’orripilante tipico dei bambini e che godette di un grande successo nella seconda metà degli anni ’70. In sostanza si trattava di una sorta di gelatina verdastra costituita principalmente da “gomma di guar” e venduta in un piccolo barattolo di plastica che somigliava ad un bidone dell’immondizia in miniatura. La sostanza era abbastanza liquida da poter colare e allo stesso tempo abbastanza viscosa da poter aderire a superfici diverse ed essere facilmente raccolta e riposta nella scatola dopo l’uso.


Coccoina: la colla odorosa più utilizzata negli uffici e nelle scuole italiane degli anni ’70..

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La Coccoina è stata la prima colla in pasta di produzione italiana. Utilizzata come “colla ufficiale” negli uffici e nelle scuole fino ai primi anni ’70, pian piano venne sostituita dal Vinavil e dalle nuove colle in tubetto come la Uhu. Preparata con amido di patate, acqua, glicerina e olio di mandorla che serviva ad infonderle la delicata profumazione, la Coccoina deve buona parte del suo successo anche alla caratteristica confezione in alluminio che nascondeva al suo interno un piccolo vano con dentro il pennellino per la stesura della colla. La facilità di utilizzo e il fatto di essere un prodotto al contempo semplice e atossico, utilizzabile quindi anche dai più piccoli, hanno fatto della Coccoina una delle colle italiane più vendute di sempre..


Gettone per telefoni pubblici: 50 lire di gettone per tre scatti telefonici..

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Negli anni ’70 come ben si sa non esistevano ancora i cellulari, ne i computer desktop e tanto meno gli smartphone, le persone per comunicare a distanza utilizzavano prevalentemente il telefono fisso, mentre fuori di casa si doveva andare a caccia di una cabina telefonica oppure di un bar provvisto di telefono a gettoni. Il classico gettone telefonico quindi era un qualcosa che rivestiva un certo ruolo nella vita di tutti i giorni degli italiani, e di conseguenza anche dei romani, tant’è che ne venivano coniati in continuazione e in grandi quantità. Il valore del gettone telefonico nel 1972 era di 50 lire (corrispondenti all’epoca all’importo di tre scatti telefonici) per poi diventare l’equivalente di 100 lire nel 1980 e di 200 lire nel 1984.


Macchine fotografiche smart anni ’70: Polaroid e Kodak Instamatic!

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Negli anni ’60 e soprattutto negli anni ’70 il mercato della fotografia amatoriale e vacanziera venne stravolto da tutta una serie di novità commerciali che facilitarono non poco il “rito” della fotografia ricordo a milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Furono proprio in quegli anni infatti che videro la luce le prime fotocamere pronte all’uso, senza cioè necessità di caricamento e riavvolgimento della pellicola (cosa questa che creava problemi agli utenti meno esperti), e le fotocamere con pellicole auto-sviluppanti. A contendersi il mercato italiano, e di conseguenza anche quello romano, erano due multinazionali allora popolarissime ed oggi quasi scomparse, la Polaroid e la Kodak (alle quali si aggiunse in seguito anche la Fuji). La Kodak si impose sul mercato delle fotocamere con la linea Kodak Instamatic, una ultra-compatta ed “economica” fotocamera con pellicola già pronta all’uso, mentre la Polaroid tirò fuori dal cappello la sua celeberrima macchina fotografica istantanea con pellicole autosviluppanti.


Palline clic clac, palline magiche di gomma e biglie di vetro..

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Chi è stato bambino negli anni ’70, ma anche nei primissimi anni ’80, lo sa bene, oltre a giocare a pallone si giocava a palline, e di palline all’epoca c’è ne erano in circolazione sostanzialmente di tre tipi: le classicissime biglie di vetro (con tanto di americane e boccini vari), le palline magiche (pallette di gomma colorata e semi trasparente che rimbalzavano all’impazzata per tutta casa) e le mitiche palline clic clac. Queste ultime, per chi non le conosce, erano costituite da due sfere di plastica del diametro di circa 4-5 centimetri ciascuna, legate ai due estremi da una cordicella con al centro una specie di anello, il gioco d’abilità consisteva nel fissare il dito di una mano all’anello e nel far oscillare e battere tra loro le due palline in modo ripetuto e sempre più veloce. Questo gioco aveva anche un secondo nome.. lo spaccapolsi!


Kinder Sorpresa: l’ovetto di cioccolata di casa Ferrero con all’interno la magica capsula gialla!

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Messo in produzione nel 1968, assieme ad una linea di prodotti per bambini denominata Kinder Ferrero, è solo nei primi anni ’70 che il famosissimo ovetto di cioccolata Kinder Sorpresa si trasforma in un fenomeno di massa che perdura tutt’oggi a quasi cinquant’anni dal suo lancio. L’idea, da un punto di vista commerciale, era tanto semplice quanto efficace, mettere insieme il “gusto” per il dolce e il cioccolato con la “sorpresa” ovvero un piccolo omaggio, in genere un giocattolino smontato ma facile da assemblare, custodito in una apposita capsula di plastica gialla inserita all’interno dell’ovetto. Col tempo le sorprese, complice anche l’introduzione nel ’91 delle miniature dipinte a mano, sono diventate oggetto di collezionismo tanto da spingere l’azienda a catalogarle in veri e propri elenchi ufficiali.


Rasoio Bic: il primo rasoio low cost della storia fatto interamente di plastica..

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Nel 1975 la Bic, reduce dei successi commerciali delle sue penne a sfera e degli accendini usa e getta, invade il mercato con un altro prodotto rivoluzionario, il rasoio mono lama interamente in plastica. Le tecniche di rasatura dei tempi passati infatti avevano tutte un aspetto in comune: erano pratiche sufficientemente complesse da richiedere, spesso, l’intervento di una figura professionalmente qualificata, il classico barbiere. Gli strumenti quindi, anche quelli ad uso domestico come rasoi con testine interscambiabili e rasoi elettrici, avevano prezzi sostenuti, ed è proprio in questo spazio commerciale che la Bic realizza e introduce un rasoio che fosse al contempo facile da utilizzare, maneggevole, sicuro e soprattutto economico, il rasoio Bic. Il successo fu tale che i rasoi Bic sono ancora oggi distribuiti in oltre 160 paesi in tutto il mondo..


Musicassette registrabili ovvero il primo strumento di pirateria musicale su larga scala!

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La musicassetta o audiocassetta è un supporto fonografico a nastro introdotto sul mercato per la prima volta dalla Philips nei primissimi anni ’60. Il vero boom per le musicassette arriva però nella decade successiva con la diffusione su larga scala delle cassette vuote e registrabili, dei registratori portatili (i primi sono della fine degli anni ’60), dalle autoradio (primi anni ’70) e ovviamente dei walkman (1979). Il successo della musicassetta fu enorme e questo per diversi motivi: maneggevolezza (racchiude in poco spazio numerose tracce audio), versatilità (può essere usata sia in ambito musicale che per registrazioni private come interviste, dettature, messaggi vocali ecc..), facilità d’utilizzo (sia in fase di riproduzione che in quella di registrazione), economicità e facilità di duplicazione. Tutte queste caratteristiche fecero della musicassetta il supporto ideale anche per la riproduzione illegale di brani musicali, chi non è più giovanissimo ricorda bene del resto le musicassette con le copertine vergini (in genere bianche) scritte fitte fitte a penna biro con i titoli delle canzoni e i relativi autori..


Merendina Fiesta al cioccolato: Fiesta ti tenta tre volte tanto!

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La Fiesta è una merendina prodotta dalla Ferrero che, fin dai primissimi anni ’70, godette di grande successo tanto da diventare lo “snack” preferito dagli italiani, e quindi anche dai romani, sia sul posto di lavoro che a scuola. La merendina è realizzata con pan di spagna leggermente imbevuto di liquore curacao aromatizzato con scorze di arancia e rivestito da uno strato di cacao. A contribuire al suo successo furono probabilmente anche le martellanti e riuscite campagne pubblicitarie che si diedero il cambio nel corso del tempo, fra i vari slogan e tormentoni che si sono avvicendati per accompagnare gli spot della Fiesta ricordiamo: “Fiesta ti tenta tre volte tanto“, Nutre con piacere” e in anni più recenti “Non ci vedo più dalla fame“..


Mille lire anni 70: le piccole banconote marroncine con il primo piano di Giuseppe Verdi!

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Tra il 1969 e il 1981, e quindi per tutti gli anni ’70, la Zecca dello Stato coniò delle mille lire su carta particolari soprattutto per via della caratteristica tonalità “marroncina” che le contraddistingueva da tutte le altre banconote allora in circolazione, basti pensare alle 500 lire dell’epoca, sempre su carta e di colore azzurrino, oppure alle 10.000 lire viranti sui toni del grigio-nero. Inutile dirlo, le mille lire eternamente stropicciate e con il ritratto di Giuseppe Verdi in primo piano sono un’icona di quegli anni, un’Italia in cui con due o tre di queste banconote ci si poteva fare benissimo la spesa nell’alimentari vicino casa. Le mille lire su carta subiranno successivamente due restyling e precisamente nel 1982, quando uscirono le banconote con il ritratto di Marco Polo, e nel 1992, con la cartamoneta dedicata a Maria Montessori..


Orologio digitale: il classico regalo da comunione per un’intera generazione di bambini!

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Agli inizi degli anni ’70 il mercato degli orologi da polso in Italia, e di conseguenza anche a Roma, subì notevoli cambiamenti sulla scia delle novità tecnologiche introdotte da grandi aziende dell’epoca come Seiko, Bulova, Casio ecc.. Già sul finire della decade precedente infatti il mercato viene invaso dai primi orologi al quarzo, ma la novità più eclatante si ebbe nel 1973 quando la Seiko commercializza su larga scala il suo modello 06LC considerato il primo orologio da polso digitale della storia. Il cambiamento fu reso possibile in realtà grazie al passaggio dalla vecchia tecnologia LED (a diodi) a quella LCD (a cristalli liquidi) e consisteva nel fatto che l’ora non era più segnata dalla tradizionale lancetta all’interno del quadrante bensì da numeri veri e propri che, oltre ad offrire una lettura pressoché immediata dell’ora, davano anche una certa ebrezza di “modernità”..


E la Storia ebbe inizio.. Pong di Atari!

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Nel 1972 nasce per iniziativa di Nolan Bushnell, un giovane fresco di laurea che di li a pochi anni sarebbe divenuto il fondatore della Atari, quello che è considerato il primo videogioco della storia, Pong (in realtà il primo in assoluto fu Computer Space ideato l’anno precedente dallo stesso Bushnell, ma ebbe però scarso successo). Il gioco nel suo schema è tanto semplice quanto efficace, due barrette luminescenti controllate da altrettanti giocatori (oppure da un solo giocatore e un computer) si fronteggiano mentre una pallina di forma quadrata si muove da una parte all’altra del campo, vince chi riesce a “bucare” la porta dell’avversario. La prima versione di Pong è coin-op (attivato a gettoni) bisognerà infatti aspettare il 3 agosto 1975 per il lancio del Pong ad uso domestico, in questa versione il gioco è visualizzato sullo schermo della TV che all’epoca era rigorosamente analogica e il più delle volte in bianco e nero. Il successo fu immediato e anche a Roma, cosi come nel resto del paese, dove Pong sbarcò un paio di anni più tardi, il gioco si vendette alla grande..


Lava Lamp: la lampada dall’effetto fluorescente e un po’ kitch amata da Ringo Starr!

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La Lava Lamp o lampada Astro fu inventata nel 1963 dal britannico Edward Craven Walker ma è solo a partire dai primi anni ’70 che l’originale lampada si diffuse a macchia d’olio nelle case degli italiani e, di conseguenza, anche nelle case romane. In realtà la lampada, almeno agli inizi, non ebbe un gran successo, a darle la spinta a quanto pare fu una superstar come Ringo Star (batterista dei Beatles) che, oltre a possederne diverse, si faceva fotografare dentro casa sempre con una Lava Lamp sullo sfondo. La lampada Astro è un vero e proprio oggetto di design contraddistinto da masse di cera colorata che fluttuano in un liquido trasparente all’interno di un contenitore di vetro, questo almeno nella sua versione più classica, col tempo infatti si aggiungeranno altri modelli come quello a “puntini” oppure la Lava Lamp di forma cilindrica.


Il telefono più triste della storia… il mitico Siemens color grigio topo!

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Negli anni ’70 non c’era casa, ristorante, bar che non ne possedesse uno, parliamo infatti dell’apparecchio Siemens S62, conosciuto anche come “Bigrigio per via delle due tonalità di grigio che lo caratterizzano nell’estetica. L’S62 infatti è il tipico telefono fisso prima dell’avvento dei modelli a tastiera (inizio anni ’80), ne esistevano di due tipi, da “scrivania”, il più diffuso, e il modello “a parete”. Per comporre il numero di telefono da chiamare si introduceva un dito nel foro del disco combinatore corrispondente alla cifra da selezionare, quindi si faceva ruotare il disco in senso orario sino al “fine corsa”, dopodiché si toglieva il dito e il disco tornando in posizione era pronto per ricevere la selezione successiva. Il telefono fu prodotto oltre che dalla Siemens anche dalla Italtel, entrambe le società comunque lo producevano per conto della SIP (Società Italiana per l’esercizio telefonico). 


Big Jim colpo di karate: il bambolotto con la faccia da duro e un grande pulsante dietro la schiena..

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Tutti i maschietti che sono stati bambini tra il 1973 (anno di lancio in Italia) e il 1986 (fine produzione) ne hanno posseduto almeno uno, parliamo infatti del mitico Big Jim, il bambolotto di plastica di casa Mattel che era venduto insieme a tutta una serie di corredi di abiti ed accessori che lo calavano in differenti situazioni: dal calciatore all’astronauta, dal cow-boy all’esploratore, dall’agente segreto al pirata. La caratteristica principale di Big Jim era la presenza di un grande tasto dietro la schiena, la cui pressione, muoveva il braccio destro in un colpo di karate. Altra caratteristica, che rendeva Big Jim praticamente unico rispetto tutti gli altri giocattoli simili dell’epoca, era il fatto che piegando le braccia (rivestite di morbida gomma) il bicipiti si gonfiavano per via di un meccanismo interno alle braccia stesse.


Manuale delle giovani Marmotte: la guida per bambini con suggerimenti e idee buone per tutte le situazioni..

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Nel 1969 anche in Italia arriva finalmente il Manuale delle Giovani Marmotte, una sorta di mini enciclopedia illustrata per bambini “severamente vietata agli estranei al corpo delle Giovani Marmotte”. Al suo interno, debitamente spiegate in modo da poter essere comprese dai più piccoli, figurano tutta una serie di istruzioni su come cavarsela in situazioni avverse come ad esempio allestire una piccola tenda dove passare la notte oppure costruirsi una barchetta di fortuna per attraversare un corso d’acqua, e poi ancora, sempre tra le stesse pagine troviamo cartine geografiche, tabelline, un dizionario ragionato sulle lingue antiche, istruzioni per creare piccoli giochi fai da te e quant’altro. In Italia il Manuale delle Giovani Marmotte è stato pubblicato dal 1969 al 1989 dalla Arnoldo Mondadori Editore in una collana in otto volumi curata da Elisa Penna e Mario Gentilini con le illustrazioni di Giovan Battista Carpi. 


Frisbee: il “disco volante” proveniente dalla California tanto amato da ragazzi e amici a quattro zampe..

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Arrivato in Italia nel 1972 il frisbee è un disco di materiale plastico con i bordi rialzati adatto ad essere lanciato a lunga distanza e quindi perfetto per essere utilizzato all’aria aperta sia a livello di semplice passatempo, magari giocando insieme ad un amico oppure col nostro cane, così come a livello agonistico (negli anni ’60 e ’70 infatti i tornei più o meno ufficiali di frisbee si sprecavano soprattutto in nord America). L’origine del termine “frisbee” risalirebbe addirittura alla seconda metà dell’ottocento dal nome di una ditta statunitense (la pasticceria Frisbie Pie Co.) fornitrice di crostate per mense scolastiche, le cui teglie circolari di latta venivano riutilizzate per lo svago dagli studenti del New England. Il frisbee “moderno” infatti nascerà solo più tardi, negli anni ’50, per iniziativa di due veterani della seconda guerra mondiale, Walter Morrison e Warren Franscioni che, all’interno di un garage, misero a punto un primo prototipo di disco con un particolare bordo arrotondato adatto per la massima elevazione nel volo e una facile presa..


Walkie Tolkie mania: le ricetrasmittenti che spopolavano tra giovanissimi e non..

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Negli anni ’70 a Roma come nel resto del paese si assistette ad una sorta di mania collettiva per il “walkie-tolkie“, quelle particolari ricetrasmittenti bidirezionali utilizzate sia dagli adulti in diversi contesti professionali così come, a livello ludico, dai ragazzi. Enfatizzate all’interno di film e serial tv che molto spesso ne amplificavano a dismisura le potenzialità, il walkie-tolkie era in realtà uno strumento abbastanza limitato, lontano precursore dei moderni cellulari infatti il walkie-tolkie consentiva una comunicazione in un campo decisamente ridotto ma comunque sia sufficiente per venire incontro a tutta una serie di esigenze professionali. Altra cosa infine erano i walkie-tolkie a bassa frequenza, veri e propri giocattoli “tecnologici” alimentati a batteria che spopolarono tra i ragazzi dell’epoca.


Palloni di gomma anni ‘70.. Super Santos, Super Tele e il mitico Tango!

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Il gioco del calcio è, tra i vari giochi che si possono fare all’aria aperta, sicuramente il più amato da intere generazioni di ragazzi. Del resto la classica “partitella” tra amici è un vero e proprio rito che si perpetua da moltissimi anni e questo anche per via del fatto che per giocare a pallone basta un gruppo di amici, uno spiazzo qualsiasi e, ovviamente, un pallone. Negli anni ’70 i palloni da gioco utilizzati dai ragazzi erano sostanzialmente di due tipi, palloni di cuoio (costosi e relativamente poco diffusi) e palloni di gomma. Tra i palloni di gomma ricordiamo il Super Santos, un pallone in pvc di colore arancione prodotto dalla Ditta Mondo a partire dal 1962 sulla scia della vittoria del Brasile nei campionati del mondo di quello stesso anno. Ancora più economico del già di per sé economico Super Santos era invece il Super Tele, un pallone prodotto interamente in nylon e stampato in diversi colori a partire dal 1972. Infine, nel 1978, viene commercializzato un pallone che riproduceva, in materiale sintetico, quello che all’epoca era una vera superstar, il mitico Tango Rosario Adidas. La versione “Hot Play” di questo famoso pallone di cuoio si chiamava anch’essa Tango e fu per un certo periodo di tempo un vero must tra i ragazzi di quegli anni..


Space Invaders: il videogioco su più livelli che sequestrava i ragazzi nel bar sotto casa..

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Nel 1979 arriva in Italia uno tra i più famosi e clonati giochi elettronici della storia: Space Invaders. Il videogioco, creato dal giapponese Toshihiro Nishikado, è anche quello che diede il via al boom degli “arcade”, le macchine a gettoni, ingorde di 100 lire, che si trovavano, oltre che nelle sale giochi, praticamente in tutti i bar della penisola. La modalità di gioco di Space Invaders è piuttosto semplice, il giocatore controlla un “cannone mobile” che si sposta orizzontalmente sul fondo dello schermo e deve abbattere uno ad uno gli alieni che piano piano si avvicinano alla Terra. Nella zona alta dello schermo scorrono, di tanto in tanto, alcune “Navi del Mistero”, ovvero navicelle bonus che, se abbattute, incrementano il punteggio. Il gioco si conclude quando gli alieni raggiungono il fondo dello schermo oppure quando il cannone viene distrutto.


Borsa dell’acqua calda: il mezzo di riscaldamento più pratico ed economico della storia!

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Tra gli anni ’60 e i ’70 si diffonde tra gli italiani l’utilizzo della “borsa dell’acqua calda” in gomma di caucciù di fabbricazione industriale. Questo semplice ed economico strumento di riscaldamento infatti ha una storia molto più antica addirittura vecchia di secoli. Inizialmente la “borsa dell’acqua calda” era una bottiglia di vetro riempita di acqua riscaldata e rivestita di panni per fare in modo che il calore si conservasse più a lungo. Poi col tempo, visto anche l’ingombro della bottiglia in fondo al letto, si passò invece ad una specie di pentola schiacciata di metallo da mettere sul fuoco progettata appositamente per questo scopo. Infine si arrivò alla “borsa dell’acqua calda” così come la conosciamo ancora oggi che, malgrado sia stata a sua volta superata da coperte elettriche e materassini riscaldati, in realtà non è mai stata soppiantata del tutto, forse per via proprio della sua praticità ed economicità..


I Quindici: mitica enciclopedia per ragazzi ricchissima di racconti ed illustrazioni originali e di qualità..

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Pubblicata ininterrottamente tra la prima metà degli anni sessanta e la fine dei settanta dalla Field Educational Italia, I Quindici, storica enciclopedia per ragazzi venduta porta a porta con pagamento rateale, era composta in tutto da altrettanti volumi (da cui il nome) di cui quattordici rivolti a ragazzi di massimo 10 anni, mentre il quindicesimo volume, intitolato “Voi e il vostro bambino“, si rivolgeva invece ai genitori. Nella versione classica dell’enciclopedia, “I Quindici” dal dorso multicolore, i volumi era così intitolati: Poesie e rime, Racconti e fiabe, Il mondo e lo spazio, La vita intorno a noi, Feste e costumi, Come le cose cambiano, Come si fanno le cose, Come funzionano le cose, Fare e costruire, Cosa fanno gli uomini, Scienziati e inventori, Pionieri e patrioti, Personaggi da conoscere, Luoghi da conoscere, Voi e il vostro bambino..


Forza 4: il gioco simile a tris basato però sulla forza di gravità..

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Forza 4 è un popolare gioco da tavolo commercializzato in tutta Italia a partire dal 1977. Forza 4 è un vero e proprio gioco di “allineamento” che richiama da vicino un altro gioco, altrettanto popolare all’epoca, come Tris (o Filetto), gettonatissimo tra gli studenti soprattutto nelle ore di “buco” nella sua versione carta e matita (si trattava sostanzialmente di mettere in fila tre X oppure tre O in una griglia 3×3 disegnata su di un foglio di carta). Forza 4, nella sua versione classica, ha una matrice di sei righe per sette colonne, l’obiettivo è mettere in fila (orizzontale, verticale o diagonale) quattro pedine. L’elemento fondamentale del gioco, che lo rende originale rispetto ad altri giochi da tavolo, è la “forza di gravità”, la scacchiera infatti è posta in verticale tra i giocatori e non in orizzontale, le pedine di conseguenza nel cadere finiscono con l’occupare una posizione, si libera, ma che al contempo le “sostenga” anche a livello di gravità.


Olivetti Lettera 35 : la stilosa e compatta macchina da scrivere amata da studenti e giornalisti..

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Disegnata nel 1972 da Mario Bellini, la Olivetti Lettera 35 era una macchina da scrivere dal design compatto e moderno, molto popolare in diversi contesti professionali, come ad esempio tra i giornalisti, oppure tra gli studenti (soprattutto delle scuole medio superiori e tra gli universitari) e questo probabilmente per via della sua maneggevolezza e praticità di utilizzo. Da un punto di vista prettamente tecnico la Olivetti Lettera 35 è stata una macchina per scrivere con leve di scrittura a “pressione”, ogni volta che veniva premuto un tasto di scrittura infatti il martelletto corrispondente al tasto premuto andava a battere sul nastro inchiostrato che, a sua volta, imprimeva nel foglio di carta sottostante il simbolo corrispondente.


Giocagoal, Subbuteo e Arco Falc: il gioco del calcio a portata di cameretta..

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Negli anni ’70 i videogiochi erano solo agli inizi, di conseguenza i ragazzi, nei lunghi pomeriggi invernali, non potendo uscire a giocare a pallone come durante la bella stagione, dovevano passare il tempo in altro modo. L’industria ludica dell’epoca intuì subito che, una buona idea, era portare il gioco più amato dai ragazzi, il calcio appunto, direttamente in “cameretta”, fu cosi che diventarono popolari giochi come SubbuteoGiocagol oppure i vari biliardini della Arco Falc. Subbuteo, per chi non lo conosce, era un gioco da tavolo che riproduceva il calcio in miniatura, consisteva sostanzialmente in due squadre di piccoli calciatori mossi sul campo “a punta di dito”, il gioco era corredato da tutta una serie di curatissimi accessori come porte, spettatori, tribune, panchine ecc.. Giocagol era invece la versione “povera” del Subbuteo, a differenza di quest’ultimo infatti mancavano gli accessori, il campo era di cartone, e i giocatori avevano una base piatta (quella dei giocatori del Subbuteo era invece semi-sferica). Infine c’erano i piccoli biliardini e i “calcio a molla” della Arco Falc, storica marca di giocattoli che ebbe il suo momento di massimo splendore proprio negli anni ’70.


Skateboard: la tavoletta su ruote utilizzata per piroette e salti mozzafiato sui marciapiedi della city..

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Lo skateboard è una tavola munita di quattro ruote inventata negli Stati Uniti. A Roma, cosi come nel resto d’Italia, lo skateboard ebbe un vero e proprio boom nel 1977, e questo pare grazie ad un servizio dedicato allo “skateboarding” da un programma televisivo, allora molto popolare, di nome “Odeon – Tutto quanto fa spettacolo”. In quello stesso anno infatti, in tutte le città italiane, si registra un autentico picco di vendite soprattutto dello “skateboard Saturnus”. In realtà l’utilizzo scriteriato dello skateboard, senza cioè l’utilizzo di protezioni specifiche (caschetto, ginocchiere ecc.) e senza la possibilità di pratica all’interno di strutture adeguate (piste da skateboarding), fece si che marciapiedi e strade cittadine fossero invase dalle piroette e dai salti, spesso imprudenti e improvvisati, compiuti da giovanissimi skater senza esperienza. Il risultato fu che, a causa dei molti incidenti sopravvenuti, la circolazione degli “skate” per strada fu vietata praticamente su tutto il territorio nazionale a partire dal 1978.

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